Porti
Tecnologia usata per la costruzione dei porti

Il porto è un tratto di mare, più o meno ampio e protetto, dove le navi possono approdare sia per compiere le operazioni commerciali inerenti allo svolgimento dei traffici marittimi sia per trovare un rifugio in caso di maltempo.

In rapporto alla loro posizione rispetto alle coste i porti si suddividono in esterni e interni: i primi sono formati da moli e dighe che si protendono nel mare per proteggere lo specchio d’acqua del porto dal vento e dalle onde. Per aumentare il margine di sicurezza sono spesso muniti di avamporti, ottenuti con la costruzione di opere foranee di difesa opportunamente disposte, come nel porto di Genova e di Napoli. I porti interni, invece, sono quelli collocati entro lagune (Venezia), su estuari di corsi d'acqua naturali o artificiali (Ravenna, Pescara, Fiumicino), o scavati nell'entroterra (porto Marghera a Venezia, porto del Calambrone a Livorno).

Caratteristica comune di questi scali è che tutti sono protetti naturalmente dalle condizioni del mare per cui le opere di difesa sono quasi inesistenti. L'inconveniente dei porti interni è però, l'interramento, che solitamente si produce nella bocca di comunicazione col mare con conseguente diminuzione del fondale e pericolo di incaglio delle navi. Un porto efficiente deve essere tale che le navi possano con facilità e rapidità, usufruendo di un complesso di attrezzature, procedere alle operazioni commerciali di scarico e carico, deposito e transito di merci e all'imbarco e sbarco di posta e passeggeri. Questi bacini devono disporre di banchine, di mezzi meccanici di sollevamento, di stazioni marittime per passeggeri, magazzini per lo stivaggio delle merci e bacini di carenaggio, indispensabili per la manutenzione periodica di quelle parti degli scafi, situate sotto la linea di galleggiamento, che vengono chiamate «opera viva».

Molto meno fornite di strutture sono le rade che possono essere anche naturali se il riparo è costituito da elementi naturali o artificiali, se le protezioni sono costruite. Dal punto di vista economico questi luoghi sono cresciuti di importanza da quando si è affermata la nautica da diporto: la loro presenza ha spesso favorito la trasformazione di questi luoghi in piccoli porti turistici come è avvenuto per esempio in Liguria. Le rade si dicono protette quando sono riparate in tutte le direzioni e foranee, quando offrono solo un riparo limitato ad alcune direzioni del vento e del mare.

Considerando la funzione dei porti si possono classificare in regionali e industriali: si dicono regionali quando costituiscono il punto di congiunzione più vantaggioso per un determinato territorio per i trasporti via mare con quelli via terra; in questo caso la capacità di produzione determina l'attività del porto, legata anche al potere di consumo dell'entroterra. Il porto svolge invece una funzione industriale quando riceve merci destinate ad essere lavorate industrialmente nelle vicinanze dello scalo stesso, per essere poi rispedite a destinazione sotto forma di articoli finiti.

Il porto di Genova offre un valido esempio di entrambe queste funzioni, soprattutto per i materiali ferrosi che vengono scaricati per le officine dell’Italsider, a Cornigliano, che sorgono proprio sul lungomare a poca distanza dal porto, o per la grande quantità di petrolio grezzo che una volta sbarcato viene lavorato nelle numerose raffinerie situate nell'immediato retroterra (Valverde). Uno scalo marittimo svolge una funzione commerciale quando le merci vengono trasportate da una nave all'altra senza che entrino nella terraferma, funzione che si verifica solo quando il porto è scalo oceanico e le merci, arrivate su grosse navi vengono trasportate su navi più piccole che le distribuiranno in altri porti dove non è possibile o non è conveniente far entrare grosse navi.

Le tre funzioni descritte costituiscono le attività economiche fondamentali di uno scalo marittimo: tali indirizzi, pur potendo prevalere uno sull'altro, generalmente coesistono per porti moderni in relazione alle particolari caratteristiche dei traffici che vi si svolgono, da quando è stato introdotto l'uso dei containers.