Gru
Costruzione ed uso delle gru

Per gru s'intendono quegli apparecchi in grado di sollevare e spostare dei pesi di varia natura in un campo di operazione limitato. Il limite massimo di peso sollevabile è detto portata, mentre si chiama alzata la massima altezza a cui il peso può essere sollevato. Ovviamente, a seconda del tipo di materiale da alzare, la gru è dotata di differenti organi di presa: ganci, benne, (specie di ganasce mobili) oppure elettromagneti, adatti per alzare rottami di ferro.

La forza motrice delle gru può essere manuale, idraulica, elettrica o a vapore. Fino alla fine del secolo XIX, l'energia idraulica che si basa sul principio di utilizzazione delle acque, era l'unico sistema che veniva usato per farle funzionare; infatti le gru manuali vengono impiegate quando il carico non è eccessivo e quando il lavoro non necessita di velocità cioè non è molto urgente, ma è importante che il costo delle operazioni sia basso.

Il vapore invece risulta utile quando il lavoro si svolge dove non vi sia una stazione generatrice di elettricità: può essere spostata a grandi distanze senza che ciò richieda particolari forme per soddisfare la richiesta di energia. Tuttavia, quando si hanno più gru nella stessa installazione, collocate una vicina all’altra, e dove il lavoro è rapido, pesante e continuo, come nel caso di porti o scali ferroviari. è opportuno produrre energia in un generatore e distribuirla alle gru.

La trasmissione elettrica dell’energia risulta più efficiente ed è facile adattare un motore elettrico a qualsiasi gru. La stessa centrale che le fa funzionare si può utilizzare per altri scopi, come per far funzionare macchine utensili o come corrente per l'illuminazione. Per cui l'elettricità ha sostituito gli altri metodi. A seconda delle zone d'operazione in cui vengono impiegate, esistono differenti tipi di gru: possono essere gru a ponte, a cavalletto, girevoli, blondin o teleferiche.

Le prime sono così chiamate per la loro forma simile ad un ponte metallico; questo scorre su binari per mezzo di ruote poste alle estremità. Sopra il ponte è posto un carrello mobile dal quale pende il gancio per il sollevamento. Sono impiegate in magazzini, fabbriche, acciaierie, per spostare merci o altro all'interno di capannoni.

Un altro tipo di gru sono quelle a cavalletto, simili alle gru a ponte, ma a differenza di queste ultime, hanno gli organi di scorrimento, cioè i binari e le ruote, posti a livello del suolo, oppure un binario a livello del suolo e uno posto in alto, se si vuole limitare l'ingombro a terra; sono usate prevalentemente all'aperto, come negli scali ferroviari e nei porti. Le gru girevoli, impiegate in svariati luoghi (porti, cantieri, officine, scali ferroviari) sono costituite da un traliccio metallico verticale, detto braccio appeso al quale scorre il carrello con l'organo di presa. Questo può essere collocato in cima a una torre metallica fissa, come nei cantieri edili, oppure mobile, come negli scali ferroviari.

Talvolta, per aumentare la portata del braccio, viene posto un contrappeso dall'altra parte della torre. Le blondin, forse più conosciute come gru teleferiche, sono paragonabili alle gru a ponte, con la differenza che il carrello corre su funi anziché su un ponte rigido. I cavi portanti sono fissati a due piloni fissi (o uno fisso e l'altro mobile); sono impiegate generalmente nella costruzione di dighe, per la loro possibilità di impiego su ampie distanze. Va precisato infine che le gru montate su autocarri, mezzi cingolati, rimorchi, o carri ferroviari sono dette gru semoventi. Inoltre esistono anche gru galleggianti, montate su pontoni o e, rimorchiate, atte ad eseguire lavori portuali e ricuperi navali.